Shadows and Fire

Ritorno nel Regno di Kal (3)

Iniziamo da dove eravamo rimasti, ovvero nella stanza dell’hotel in cui avevamo sconfitto l’essere lebbroso altrimenti detto Angelo del Decadimento, demone uscito dal corpo della tizia malata che accompagnava L’Ombra che cammina e il misterioso tiefling suo sgherro.
Partiamo di corsa in direzione della gemma blu uscita dal corpo del demone, che si è sparata in un quartiere della città piuttosto povero. Arxes riesce a circoscrivere bene la zona di ricerca, arriviamo in un vicolo cieco ai cui lati sorgono due abitazioni, una disabitata e mezza distrutta e l’altra integra anche se molto povera, al cui interno sembra esserci un gruppo di persone.
Dopo aver cercato qua e là all’esterno decidiamo di bussare e chiedere info ai tizi sperando abbian visto qualcosa.
Callisto monta la faccia di tolla e le tette in bella vista come fosse la vicina della porta accanto, il tizio che apre la porta seppur gentilmente sembra all’inizio cercare di mandarci via, poi appena riconosce in questi testimoni di geova gli eroi venuti dal nord qualche tempo prima, ci accorglie in casa e ci presenta la famiggghia.
Chiediamo a tutti se han visto qualocosa, nessuno sa o ha visto, poi notiamo che uno dei bimbi, Deneb, ha la tosse. Arxes passa quindi alle ispezioni corporali e scopre alcune piaghe sul suo corpo, gli arcanisti concentrandosi captano un certo disturbo nella forza provenire da lui e quindi facendo 1+1 immaginiamo che la gemma blu sia dentro di lui. Convinciamo madre e figlio a seguirci a palazzo dove potremo curare Deneb nel modo migliore.
Svegliamo il nostro amico Eliandar, amir bibliotecario che soffre di insonnia, gli chiediamo gentilmente di aiutarci in una ricerca bibliografica sfruttando i tomi enciclopedici della treccani fatata, sperando di scoprire se è possibile tirare fuori dal bambino la gemma blu senza ucciderlo e senza che venga sparata di nuovo chissà dove.
Fancedo a turno fra ricerche e guardia al piccolo buddha, in un giorno gli arcanisti completano le ricerche e scovano un tomo antico in cui è contenuta una teoria su come Asmodeus il diavolo sia diventato una divinità, e cioè facendosi incarnare in un essere del piano materiale e poi sia asceso a divinità, inoltre nel tomo è riportato un rituale che permette di “vedere” la traccia di mare Astrale presente in ogni essere vivente del piano materiale, traccia che gli dei hanno lasciato nel momento in cui hanno creato la vita sul nostro piano di esistenza.
Rengard officia il rituale, vede la gente scema e inoltre nota che il bambino possiede dentro di sè una traccia di mare Astrale mooolto più grande delle nostre, attorno alla quale fluttua la gemma blu, e dietro ad esse una figura nera e brutta lo guarda, dispiega le ali lo insulta mentalmente, di fatto interrompendo il rituale.
A questo punto capiamo perchè la gemma è finita dal bambino, decidiamo di non dire cmq nulla alla madre e farli restare a palazzo finchè non capiamo cosa fare.
Decidiamo quindi di contattare io nostro amico dei piani alti oltre le stelle, inviandogli 25 parole di richiesta di aiuto.
Lui risponde subito chiedendo di andare la sera stessa in compagnia dell’amico Gnoll Gnask a vedere le stelle.
Così facciamo, Gnask viene posseduto dallo spirito di Yenoxstrar e parliamo direttamente con lui.
Ci conferma che solo un rituale che dura mesi può estrarre la pietra dal suo contenitore, una volta estratta la si può contenere con un campo di forza. Poi ci mostra due visioni:
nella prima una tremenda battaglia avvenuta in tempo immemore fra un drago multicolore e un essere primordiale armato di falce super potente. La falce taglia in due il drago, dai due pezzi di cadavere sorgono un drago cromatico con 5 teste (Tiamat) e un drago metalico (Bahamut) che insieme ammazzano l’essere primordiale. La falce di spacca in 4 pezzi che vengono sparati in 4 punti nel deserto circostante.
nella seconda visione, assistiamo a una scena antica risalente all’epoca dell’impero di Bael Thurat, in cui tre chierici stanno officiando un rituale. I tre sono posti ai vertici di un triangolo al centro del quale è posto un bambino in fasce. Ad un certo punto i tre vengono investiti da una luce blu, verde e rossa, cadono a terra morti e al posto del bambino ora c’è un adolescente dotato di corna, che ci ricorda il diavolo Asmodeus.
Gli chiediamo inoltre notizie sullo gnoll Mognir che è a capo dell’esercito di gnoll, pare tragga il suo potere da una fonte di fuoco nascosta nel deserto, Yeno ci indica su google maps dove trovare qualcuno che sa dove si trova questo posto. Guarda caso ci manda a casa di una vecchia conoscenza, lo stregone della terra.
Chiediamo ancora informazioni su parenti che per ora stanno bene, e sulla Malattia / Morte Rossa, di cui però lui non sa ancora molto, gli serve altro tempo. Dopodichè il contatto viene interrotto perchè lo gnoll nel frattempo è morto, con nostro dispiacere perchè tutto sommato ci era stato utile. Riportiamo il cadavere a palazzo e lo consegnamo all’amir gnoll che lo seppellirà come e dove crede meglio.
Andiamo quindi a casa dello stregone della terra, dove troviamo anche gli altri due stregoni, quello dell’aria e quella del fuoco, quest’ultima in pessime condizioni fisiche. Scambiandoci varie informazioni, capiamo che lo gnoll Mognir è venuto a contatto con la fonte di potere di fuoco da cui anche la stregona traeva il suo, questa interferenza la sta facendo lentamente morire. Ognuno di loro in pratica trae potere da un antico elementale con cui ha stipulato un patto, ognuno di essi “abita” in diverso un tempio chissàdove nel deserto.
In origine i templi erano 4, si dice che quello dedicato all’acqua tuttavia non esista più poichè distrutto dal Condottiero Fatato dopo che lo stregone dell’acqua aveva tentato di uccidere il Malik (diverse decine di anni fa).
Pensando che oguno dei 4 templi custodisca un pezzo della falce che abbiamo visto nella visione, decidiamo alla fine di accompagnare i due stregoni al tempio del fuoco per capire cosa sia successo per salvare la loro amica.
Dopo una settimana di viaggio a dorso di cammello, evitando gli gnoll ma accorgendoci di esser spiati tramite uno scrutare, arriviamo nel punto più caldo del deserto dove si trova il tempio del fuoco. Scendiamo una scalinata, ci addentriamo in un corridoio buoio, arriviamo nei pressi di una stanza enorme al centro della quale un enorme elementale del fuoco sta seduto, confinato in un cerchio magico.
Gli stregoni iniziano a parlarci, lui spiega che il patto fra loro da parte sua è cambiato, Arxes con la sua vista ai raggi X,Y,Z,gamma riesce a intravedere che c’è qualcuno nella stanza e quindi capiamo di essere in trappola.
E infetti poco dopo una trentina di gnoll si palesano, fra di loro anche Mognir in persona.
Iniziamo il combattimento, devastiamo i vari minion gnoll manco fossero fatti di tonno riomare, ognuno di noi ne abbatte 4 o 5, persino Regard si rende utile.
Mognir tenta la fuga, ma grazie ai vari poteri che lo rallentano, immobilizzano, sfanculizzano, lo accerchiamo, Callisto gli mostra cosa sia una vera pioggia di colpi e mentre ci chiediamo se tenerlo in vita o no all’urlo di “anche i cadaveri possono parlare” lo uccidiamo, più che altro per far sparire altri 4 elementali del fuoco da lui evocati nel frattempo. Chiaramente nel frattempo gli stregoni cuor di leoni se la sono data a gambe.
Tuttavia ci rendiamo conto di aver fatto una frittata, il cerchio magico attorno all’elementale boss si rompe e lui finalmente libero ci corca di mazzate al grido di “scusate, nulla di personale”.
Noi gli rispondiamo “figurati, non c’è problema” e gli mostriamo il cuore di Xarzath (sì, il Malik ce lo ha ridato, ormai è più nostro che suo) che lo indebolisce moltissimo. Inizia il caricone finale, in cui lo accerchiamo da tutti i lati, lui cerca di farci alla brace in vari modi ma alla fine tra Arxes che gli scova i punti vitali, Rengard che lo afferra con la mano ghiacciata, Rayn che lo maledice, Atsuiro che lo distrae, Edelon che gli fa vedere gli spiriti verdi e Callisto che ha un mazzafrusto e non ha paura di usarlo, viene deatomizzato. Al suo posto rimane uno dei quattro pezzi di falce che cercavamo, la lama. Ma che cosa ci dobbiamo fare, non lo sappiamo ancora.

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