Shadows and Fire

Alla ricerca del Portale

Trascorsi un paio di mesi dalla conclusione dello scontro contro Moloch, la vita a Vorae sta lentamente tornando alla normalità.

In questo periodo, essendo riuscita ad uccidere il leader delle Belve Rosse, Drakan, Callisto ha l’occasione di tornare presso il suo villaggio natale. Dimostrando di aver vendicato suo fratello uccidendo Drakan e portando alla sconfitta dell’intera bana delle Belve Rosse riesce a riconciliarsi con sua madre e con i suoi concittadini. Finalmente Callisto l’esiliata può riappropriarsi del suo intero nome, ovvero Callisto Stardust.

Il Vescovo Paendras convoca gli avventurieri per una nuova missione: nel tentativo di ravvivare i commerci con il sud del continente, l’idea è di cercare gli antichi portali che collegavano fra di loro le parti più distanti dell’Impero di Bael Turath.

Uno di questi portali potrebbe trovarsi in un antico avamposto abbandonato, scoperto casualmente dalle Belve Rosse. L’avamposto è ora la base di una tribù di Ogre (motivo per cui le Belve Rosse non avevano investigato oltre); oltretutto, è possibile che il portale sia stato disattivato o distrutto durante la guerra contro Arkhosia. Ciò nonostante, secondo Paendras vale la pena controllare.

Prima di partire Callisto chiede al vescovo di potersi mettere in contatto con la figlia di Kimon, per avere notizie di suo figlio lasciato a lei in affido. Il vescovo la accontenta prontamente e le notizie avute sono : “tuo figlio sta bene, cresce in salute. Ma la situazione qui non è buona, dì a mio padre di tornare presto”. Callisto riferisce a tutti la cosa e comunica a Paendras che probabilmente lei e Kimon dovranno poi assentarsi per motivi personali dopo aver completato la missione del portale.

I PG partono e arrivano facilmente all’avamposto, seguendo le indicazioni loro fornite da Ylrazad, il tiefling albino ex-membro delle Belve Rosse. Approfittando della notte, effettuano una prima esplorazione dell’avamposto, evitando le poche sentinelle Ogre. Molti degli edifici dell’avamposto sono crollati o in rovina, fatta eccezione per una parte delle mura e una piccola chiesetta. La cava nella quale presumibilmente si trova il portale sembra ostruita da una valanga di massi.

I PG attendono il giorno, sperando che gli Ogre si allontanino in cerca di cibo, cosa che effettivamente accade. Nell’avamposto deserto, i nostri perlustrano l’esterno della cava, scoprendo che i massi sono in effetti stati ammucchiati intenzionalmente di fronte all’ingresso; e che una runa rossa in gigante dipinta su un sasso indica “Pericolo”. E’ sicuramente possibile entrare nella cava, ma bisognerebbe rimuovere i massi nella parte apicale del cumulo.

Dopodiché, i PG rivolgono la loro attenzione alla chiesetta: l’edificio è vuoto e spoglio, salvo un altare in pietra sul quale sono poggiati cinque simboli. Mentre i PG cercano di capire a cosa si riferiscano i simboli, una voce proveniente dal nulla li accoglie:

Benvenuti nel tempio della memoria

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albertotonda Callisto

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